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REGOLAMENTO "6ORE"

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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2017 18:18
 

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2017 18:02
 

Napoli City Half Marathon

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Napoli city Half Marathon 2017: Dugenta cè.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2017 19:16
 

"6 STORIE PER LA SEI ORE"

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Non dimenticate di partecipare al concorso letterario "6 storie per la 6 ore"!! Chi corre ha di sicuro una bella storia da raccontare. E per farvi venire l'appetito ve la racconto io una bella storia. La storia della battaglia di Maratona, la più bella storia di corsa e di coraggio che sia mai stata raccontata, e che, non a caso, dà il nome alla "distanza regina" dell'atletica leggera.

Nell'estate del 490 a.C. il re persiano Dario decide di punire gli Ateniesi dell'aiuto che hanno dato agli Ionii a rivoltarsi contro di lui. Dirige quindi il suo esercito prima verso l'isola di Eretria, che viene devastata e saccheggiata. Poi si dirige via mare verso sud.
Tebe, Micene, la Tracia tutta non si schierano, anzi sperano segretamente di trarre vantaggio dalla distruzione della potente Atene. Gli Ateniesi decidono di chiedere aiuto a Sparta, il cui esercito è la più potente macchina bellica del mondo conosciuto. Viene inviato un messagero a piedi, un emerodromo, ovvero letteralmente colui che è capace di correre un giorno intero. E lui va. Il suo nome è Fidippide. A piedi, perchè l'antica Grecia non è l'impero romano, non ci sono strade. Se va bene c'è una traccia di sentiero, se no ti devi fare largo tra rocce, burroni e foreste. Impossibile a cavallo. E corre: ci mette due notti e un giorno secondo Erodoto, ovvero circa 36 ore, a percorrere i 262 km che separano Atene da Sparta. Beve se trova un ruscello. Mangia se trova cibo. Si orienta col sole e con le stelle. Ai piedi sandali di cuoio che probabilmente saranno andati in pezzi dopo poche ore. Non può camminare, deve correre, si tratta del suo popolo, della sua città, della sua famiglia. Gli Spartani non possono muoversi prima del plenilunio, cioè tra sette giorni, ma sono pronti a prestare aiuto. Nel frattempo Dario ha iniziato lo sbarco sulla spiaggia nei pressi della cittadina di Maratona. Il suo esercito, forte di 300 mila uomini è provato, a corto di acqua e cibo, e nella piana sabbiosa scarseggia il foraggio per i cavalli. Dalle colline circostanti 10 mila Ateniesi osservano per tre giorni e tre notti le operazioni di sbarco che vanno a rilento, la spiaggia è piccola, le navi grosse e pesanti. Giunge infine la ferale notizia: gli Spartani non arriveranno in tempo. E giunge anche al campo persiano, perché da quando c'è la guerra ci sono le spie. Sicuro di ricevere presto un'ambasceria di pace, Dario interrompe le operazioni di sbarco. Non schiera l'esercito. Non ascolta le spie che gli assicurano che mai e poi mai Milziade gli andrà incontro inchinandosi. All'alba gli Ateniesi vanno all'assalto, di corsa. Diecimila contro centomila. Nel campo persiano la sorpresa si trasforma subito in caos, i cavalli non sono bardati, i carri slegati, gli uomini non sono schierati. I famosi arcieri persiani hanno ben pochi secondi per scagliare poiche' solo 1500 metri separano i due eserciti. In breve la strage si compie, le navi persiane prendono il largo, lasciando sul campo un terzo dell'esercito, circondato, senza scampo. 80000 persiani vengono uccisi, più della metà mentre cerca di fuggire in preda al terrore e almeno altri 10000 vengono fatti prigionieri. Gli Ateniesi perdono solo 160 uomini. 
Le forze di Dario sono ancora cospicue, il suo piano è quello di raggiungere via mare Atene, e dunque bisogna correre, avvertirli. 
Viene inviato ancora Fidippide, che nel frattempo s'è fatto pure la battaglia. E lui corre, ci sono 42,195 km da Maratona fino all'agorà di Atene. Porta nascosti su di sè gli ordini di Milziade, fortificare la città, resistere, l'esercito ateniese sta arrivando a marce forzate. Al suo arrivo riesce a dire una sola parola: NIKE! (vittoria, e si legge come è scritta, non c'entra un cazzo con le scarpe). Tre volte, NIKE;NIKE;NIKE! Poi cade al suolo, sfinito, e muore. 
Il piano di Dario viene sventato, e i suoi soldati sono ormai tanto terrorizzati dal furore degli Ateniesi e dalle perdite subite a Maratona che non non vedono l'ora di tornarsene a casa.
Amici runners, fratelli miei. 
Quando correte una maratona state onorando la memoria di quegli uomini che preferirono affrontare la morte in piedi, di corsa piuttosto che vivere in ginocchio. State ricordando la più antica lotta per la libertà di cui l'uomo abbia memoria. 
Chiunque indossi delle scarpe da corsa dovrebbe provare questa emozione e quest'impresa. Noi non corriamo perchè siamo liberi. Corriamo perché NON siamo liberi. Oppressi da centinaia di incombenze, scadenze, responsabilità, dai numerosi piccoli fallimenti che la quotidianità ci riserva, possiamo però arrivare al 42.195° metro a gridare, magari solo a noi stessi, magari solo una volta: NIKE! NIKE! NIKE!
P.S. e gli Spartani? Arrivarono a Maratona tre giorni dopo la battaglia. Osservarono tutto con attenzione e stupore, e poi se ne tornarono a casa, dicendosi certi che qualche Dio avesse lottato al fianco degli Ateniesi. Si riscatteranno 10 anni dopo, alle Termopili. Ma questa, è un'altra storia.....

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2017 17:07
 


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